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giappone nihon nippon jappone japanBushido - La via del guerriero samurai

4 febbraio 2005

Nella storia del Giappone, la classe sociale che ebbe potere politico e una posizione di leadership dalla fine del 12esimo secolo fino alla fine del 19esimo secolo fu la classe del guerriero chiamata in giapponese bushi, oppure samurai.
Nel periodo Edo la classe samurai era la classe sociale piu' alta seguita dalla classe contadina, degli artigiani ed infine dei commercianti. Nonostante l'abolizione di questo sistema a classi sociali durante la Restaurazione Meiji, ex-samurai erano attivamente presenti nella modernizzazione del Giappone.
Il risultato fu una grande influenza sulla societa' giapponese; lo spirito dei samurai (o bushido) era un fattore estremamente importante nel modellare la mente giapponese.
Questo codice (codice samurai, codice bushido, codice d'onore e diverse altre traduzioni ed interpretazioni) divenne utile al governo giapponese come macchina di propaganda. All'occorrenza (vediamo il periodo degli anni '30 e prima meta' degli anni '40) tutti i sudditi giapponesi erano discendenti di samurai e come tali dovevano totale obbedienza al loro "capo".
Bushido si riferisce ad etiche che si formarono tra i samurai. Nonostante il termine non fu usato fino al periodo Edo (1603 - 1867), il concetto di per se' naque nel periodo Kamakura (1192 - 1333) evolvendo con l'adozione di ideali neo-confucianesimi nel periodo Edo per poi diventare le fondamenta della morale nazionale dopo la Restaurazione Meiji.
E' importante ricordare che "Bushido non solo comprende spirito marziale e conoscenze nelle armi ma anche assoluta fedelta' nel proprio capo, un forte senso di onore, devozione al dovere e il coraggio, se richiesto, di sacrificare la propria vita in battaglia o nel rito del seppuku (harakiri)".

Le origini del Bushido: buddhismo Zen
Il buddhismo fu introdotto in Giappone dalla Cina nel sesto secolo ed ebbe una grande influenza nella cultura giapponese. Alla fine del 12-esimo secolo una setta buddhista chiamata Zen si formo' in Giappone. Mentre altre sette buddhiste influirono maggiormente l'aspetto religioso della vita quotidiana, lo Zen contribuì in modo decisivo nel creare il carattere giapponese.
Le attivita' che furono maggiormente influenzate dallo Zen includono la cerimonia del the (sado), composizione floreale (kado o ikebana), haiku e calligrafia (shodo). Inoltre lo Zen ebbe grande impatto sul bushido. Siccome il buddhismo Zen impone disciplina, autocontrollo e meditazione, la setta si prestava bene alla classe guerriera dei samurai. Questi ultimi credevano che gli insegnamenti Zen possano dare dei poteri supernaturali.
La meta dei praticanti Zen e' di raggiungere l'illuminazione (satori) tramite la sperimentazione della natura del buddha. Illuminazione e' vista come la liberazione dalla natura intellettuale dell'uomo, dall'insieme di idee fisse e sentimenti riferiti alla realta'. Stando a questo pensiero, la natura del buddha risiede in tutte le cose. Si dice che sperimentare l'illuminazione significa essere consci dell'inconscio. Questo e' il segreto delle arti marziali nel creare una forte mentalita'.
Questo stato di "non-pensiero" (mushin) unisce il corpo allo spirito. Molti samurai si allenarono intensivamente tramite lo zen per raggiungere questo risultato e cio' li liberava dalla paura della morte.
Gli elementi spirituali del bushido derivano dal buddhismo Zen e pratiche religiose Zen furono usate dai samurai per allenarsi mentalmente e fisicamente. Acquistarono cosi abilita' nelle arti militari nel mantenere una mente calma, qualunque cosa accada... tramite Zen.

Le origini del Bushido: Confucianesimo

Alle influenze del buddhismo Zen, il concetto moderno di bushido si formo' sulla base dell'ideologia confuciana. Il confucianesimo e' una filosofia particolarmente razionale e considera le giuste relazioni umane alla base della societa'. Un ordine sociale basato su ferree regole etiche con al centro la famiglia e lo stato, ambedue governati da uomini di cultura e saggezza.
Il Neo-confucianesimo fu sviluppato in Cina da Zhu Xi (o Chu Hsi - 1130-1200) ed e' solitamente chiamato shushigaku in giapponese. Questi insegnamenti furono studiati da monaci Zen dei templi gozan nel periodo Muromachi e usati quando i signori feudali emanavano leggi per i loro domini.
Nel periodo Edo la scuola di Zhi Xi ebbe forte supporto dallo shogunato Tokugawa. Quest'ultimo riteneva questa filosofia enormemente utile per giustificare o rendere legittima la struttura feudale dello stato e della societa' che e' venuta a formarsi nel diciassettesimo secolo.
I samurai divennero parte della classe sociale piu' alta e non erano solo guerrieri ma avevano anche ruoli di governo. Educazione per samurai fu sviluppata per fornire abilita' appropriate per una carriera in tal senso. Ci si aspettava da loro attitudini morali di un certo livello se prendevano parte attiva nel governo. Di conseguenza furono realizzate molte scuole dallo shogunato e dai singoli domini feudali per dare la possibilita' di imparare ed apprendere le idee confuciane.
Nella meta' del periodo Edo furono realizzate le kogaku (scuole per gli studi antichi) da pensatori giapponesi che rifiutavano gli insegnamenti di Zhu Xi perche' erano difficili da adattare alla societa' giapponese. Studiosi delle kogaku ritornavano ai lavori del classico confucianesimo cinese in modo da poter estrapolare correttamente cio' che veniva predicato. Yamaga Soko era una delle prime figure di spicco e affermava che una vita sincera e piena di verita' era una vita che aderiva ai principi della giusta condotta che permetteva, a coloro che la seguivano, di mettersi in contatto con cio' che era vitale e dinamico nel loro spirito. Di origini samurai era anche uno studioso di affari militari. Di fatto viene considerato uno dei maggiori ideologhi del Bushido. Un samurai deve coltivare non solo le sue abilita' di guerriero ma anche la sua mente e il suo carattere.
Confucianesimo fiorì con il supporto della classe samurai nel periodo Edo e concetti come lealta' e umanesimo gradualmente si diffusero dai samurai al pubblico con il risultato di avere forti credenze confuciane nel Giappone moderno.

Lealta'
In Hagakure il samurai Yamamoto affermava che Bushido significa "determinazione nella volonta' di morire" (Bushido towa shinu koto to mitsuketari). Cio' implica che tutti i samurai devono vivere in modo ammirevole e con onore in modo da non avere rimorsi al momento della loro morte dato che tale possibilita' si presentava ogni giorno. Comportarsi in modo pregevole significava seguire un rigido codice morale che comprendeva, tra l'altro, giustizia ed educazione.
La vita economica dei samurai nel periodo Kamakura dipendeva da tasse e il feudatario garantiva ai suoi servi territori e dava loro nuovi domini a seconda dei meriti in battaglia.
Ci furono anche concetti antietici riflessi nell'ideologia etica dei samurai nel periodo Kamakura. Da una parte si afferma che la relazione tra i vassalli e i loro feudatari si basava su assoluta sottomissione e sacrificio. Erano legati da sentimenti; il lord dava terreni ai suoi vassalli e questi sacrificavano se stessi liberamente per il loro lord. Dall'altra parte si afferma che i samurai servivano il loro lord in cambio di rimunerazioni. Quando lo scambio non era bilanciato il lord applicava delle sanzioni oppure il samurai richiedeva semplicemente maggiori riconoscimenti. Onore faceva parte nella relazione tra feudatario e vassallo e il samurai si trovava spesso nella scelta tra autonomia e fedelta' al suo lord per guadagnarsi questo onore. Di fatto invece le relazioni tra lords e samurai cambiavano in modo sostanziale a seconda del dominio di appartenenza.

Onore
Il samurai valutava onore in un modo estremo e rigido (meglio morire che mettersi in disgrazia).
I samurai che incontravano la morte in battaglia valorizzavano l'onore e la loro fama da guerriero e desideravano che questa fama si tramandasse da generazione a generazione. Cercavano di essere tra i primi a trascinare i loro uomini in battaglia e gridavano il loro nome al nemico per dimostrare la loro audacia. L'onore era veramente molto importante per i samurai e riuscire ad avere una morte onorevole significava assicurare ai propri discendenti di essere trattati bene e remunerati dal loro superiore.
Da esempio prendiamo un episodio del 1582 quando le truppe di Uesugi Kagekatsu stavano combattendo contro le forze di Oda Nobunaga. In una situazione critica e mentre uno dei loro castelli stava per essere assediato dalle forze di Oda, i samurai che difendevano tale castello presero la decisione di compiere seppuku (o harakiri - suicidio) perche' si riteneva deplorevole essere catturati dal nemico vivi per poi essere messi in disgrazia. Decisero di compiere seppuku e di lasciare i propri nomi ai posteri. Non solo morirono ma ognuno scrisse il proprio nome su una tavoletta di legno e la legarono ad un orecchio tramite un foro da loro stessi fatto. Fecero cio' per far sapere chi fosse chi. I loro nomi furono registrati e i loro famigliari furono remunerati da Uesugi.
Come ci dice questo episodio, il seppuku era la piu' onorevole delle morti per un samurai. L'addome era visto come il luogo in cui l'anima e gli affetti si incontravano e il samurai dimostrava la sua integrita' in questo modo. I samurai dimostravano cosi anche il loro coraggio e avevano una sensazione di soddisfazione nel poter dimostrare totale fede al loro signore in questo gesto, un gesto compiuto con la loro spada, l' oggetto di maggior valore e di assoluta maggior importanza.

Dopo il collasso della classe samurai

I samurai come classe sociale cessarono di esistere dopo il crollo del sistema feudatario, ciononostante certe caratteristiche morali rimasero forti nel periodo Meiji. Tra queste la fedelta', giustizia, integrita' morale e onore. Sfortunatamente la nazione nipponica abuso' il concetto' di fedelta' e produsse dei patrioti fanatici durante le guerre con altre nazioni nel XIX e XX secolo. Commisero atrocita' su gente innocente nonostante i samurai dei tempi passati rispettavano le proprieta', i loro nemici e se stessi. In tempi moderni i soldati imperiali combattevano in modo fanatico ed estremista per il loro paese e imperatore... cio' causo' innumerevoli tragedie. Non si esclude il prendere in prestito del concetto di "uchi" e "soto" per giustificare azioni ingiustificabili al di fuori di cio' che per un giapponese doveva significare "uchi" ossia, in questo caso, Patria. Un codice di vita e di onore rispettabilissimo che venne usato in modo improprio includendo un popolo praticamente ignorante ed estraneo a queste pratiche. D'un tratto abbiamo non solo una classe sociale privilegiata, quella dei samurai, ad avere dei privilegi nel trovare la morte in modo dignitoso ma un'intera popolazione.
Da esempio abbiamo diversi soldati che uccisero le proprie mogli e i loro figli prima di andare in guerra contro la Russia (1904-1905) se le mogli erano ammalate e non c'erano altre persone che potevano guardare ai bambini. Non si voleva che morissero di fame e uccidendoli comprovava fedelta'. Stando a certi studiosi, queste azioni venivano considerate ammirevoli perche' uccidere i propri figli e la propria moglie ammalata significava devozione per la patria e all'imperatore Meiji [sic].
Altri esempi di senso pervertito di lealta' sono le squadre suicide (o kamikaze) della seconda guerra mondiale dove piloti trasportavano (o meglio, pilotavano) delle bombe per schiantarsi su navi nemiche per distruggerle; il generale Nogi e sua moglie commisero seppuku per seguire la morte dell'imperatore Meiji. Queste attitudini vennero ammirate come esempio di spirito giapponese!
Comunque sia, mentre modernizzazione veniva promossa nel periodo Meiji, la societa' dimenticava il centro spirituale del bushido e si dice che il bushido scomparve con la fine del periodo Meiji.

Il Bushido nei tempi moderni

Come detto sopra, si dice che lo spirito bushido come essenza giapponese difficilmente esiste al giorno d'oggi; ma alcune caratteristiche del bushido possono ancora essere viste nelle arti marziali ed estetiche che seguono certe forme (kata) e sono ripetute finche' i praticanti non sappiano seguirle in modo impeccabile ed entrano in uno stato incoscio. Anche il modo di comportarsi ha una grande importanza e gli allievi devono avere un forte senso di lealta' e rispetto nei confronti del loro maestro.
Sfortunatamente la lealta' bushido ha portato i giapponesi all'eccessivo lavoro che talvolta e' risultato nella morte da superlavoro (karoshi) in quando la gente tende a voler dimostrare quanto lavorano duro per l'azienda di fronte al proprio capo e colleghi. Inoltre vi sono casi di suicidio quando si vuole cercare di evitare una cattiva reputazione o scusarsi per i propri peccati o sbagli. I giapponesi tendono ad accettare e addirittura glorificare questi casi di suicidio provando simpatia per le vittime. Cio' ha un'influenza negativa sulla gente, specialmente i giovani, perche' questi possono pensare che il suicidio e' la via piu' facile per essere liberati da ogni male e/o dolore.
Rimane il fatto che il bushido ha contribuito in modo essenziale alla formazione del carattere giapponese. Lo spirito bushido domina ancora la societa' giapponese in certi versi ma e' anche vero che talvolta e' difficile trovarlo tra i giovani, molti dei quali non hanno alcun rispetto per i propri insegnanti e dimostrano alcuna educazione in luoghi pubblici.


Discutiamone
- Durante la seconda guerra mondiale alcuni piloti delle squadre speciali conosciute come kamikaze decisero di schiantarsi contro navi nemiche. In altri casi soldati giapponesi combatterono in modo fanatico fino alla morte piuttosto di arrendersi. Quali e come sono le relazioni con il bushido?
- Ricostruendo il Giappone dopo la guerra, il salariman viene visto come uno che incorpora lo spirito bushido e viene anche chiamato "guerriero aziendale". Credi che giovani giapponesi lavorano per le loro aziende allo stesso modo?
- Molti giapponesi lavorano (o fanno finta di lavorare) fino a sera tarda. Perche? C'entra lo spirito bushido?

 

Tratto e adattato da: The Japanese Mind - edited by Roger J. Davis e Osamu Ikeno. Tutti i testi di tale libro sono stati scritti da studenti giapponesi che parteciparono a seminari su comunicazione inter-culturale all' Universita' Ehime di Matsuyama.

 

 

 

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