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benvenuti su JAPPONE.COMgiappone nihon nippon jappone japan
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giappone nihon nippon jappone japanUna Cina piu' aperta, una minaccia per il Giappone.

13 aprile 2005

Un' istituto di ricerca alle dipendenze del ministero all'Educazione, Scienza e Tecnologia sta' per diffondere un rapporto su due scenari di crisi che riguardano la Cina e che predicono le future azioni cinesi per quanto riguarda le risorse energetiche e l'impatto che cio' puo' avere sul Giappone.
Il primo scenario parla di una battaglia sulle risorse energetiche. Si assume che se la Cina si procuri energia senza prendere in considerazionele relazioni tra costo ed efficenza, si arrivera' ad una situazione in cui le nazioni competono per assicurarsi petrolio ignorando il meccanismo internazionale di mercato.
Come risultato si avra' l'aumento delle tensioni politiche tra il Giappone e la Cina per quanto riguarda le risorse energetice nel Mare della Cina (Est China Sea http://www.pmel.noaa.gov/np/images/maps/ecs.gif ).

Il secondo scenario vede l'isolazione del Giappone. Se la Cina dovesse riuscire a stipulare dei trattati di libero scambio commerciale con i Paesi dell'est-asiatico, quest'ultimi porranno maggior fiducia nella Cina lasciando indietro il Giappone.
Ambedue gli scenari sono allarmanti per il Giappone.
Hideyuki Horii, professore universitario della prestigiosa Todai (Tokyo University) e capo del centro di ricerca, spiega che i due scenari rispecchiano i casi peggiori e servono per vedere quali contromisure il Giappone deve prendere. Non c'e' alcuna garanzia che nessuno dei due scenari non diventino una realta' se il Giappone rimarra' con le mani in mano.
I leader cinesi stanno prendendo l'iniziativa nell'assicurarsi le risorse energetiche indispensabili per la propria crescita economica. Nel novembre scorso la Cina firmo' accordi con il Brasile per lo sviluppo di stazioni petrolifere sottomarine. La Cina discusse inoltre con il Cile (maggior produttore mondiale di rame al mondo) piani per sviluppare insieme nuove miniere. A gennaio il vice-presidente cinese Zen Qinhong visito' il Venezuela, membro dell'organizzazione delle nazioni esportatrici di petrolio, per firmare un accordo su 19 punti di co-operazione, tra cui uno sulcommercio del petrolio.
Il primo ministro Wen Jiabao e' attualmente in India. Cina sta' attualmente proponendo sviluppo in comune di campi petroliferi con Sudan (paeseche secondo gli Stati Uniti supporta il terrorismo) e Myanmar (paese controllato da militari).
La forte diplomazia energetica cinese sembrerebbe indicare che Pechino si diriga verso una battaglia su risorse energetiche come temuto nel primo scenario.
Leader cinesi stanno proponendo accordi di libero scambio commerciale con altri Paesi ricchi di risorse per stringere legami economici.
Per il Giappone e' piu' difficile concludere accordi di questo tipo perche' il ministero all'agricoltura, foreste e pesca e politici del partito liberal-democratico sono contrari alla liberatizzazione del mercato.
Yoshimitsu Mirumoto, membro dell'istituto per l'economia energetica, sostiene che nonostante una battaglia sulle risorse energetiche sarebbeterribile, lo scenario sull'isolazione del Giappone e' piu' serio in quanto lascierebbe il Giappone dietro la Cina e in netto svantaggio nel procurarsi risorse energetiche in base al meccanismo di mercato.
Horii, che contribui nel disegnare i due scenari, afferma che il Giappone dovrebbe usare la sua tecnologia scientifica come arma commercialeaggiungendo ricerca e sviluppo nei campi di competenza come ad esempio la bio-energia.
Il Giappone dovrebbe far buon uso della sua tecnologia quando si confronta con la Cina. "Il Giappone deve usare tecnologia scientifica come sua carta diplomatica".
Finche' il prezzo a barile si aggirava dai 10 ai 20 dollari, i giapponesi pensavano che il greggio possa essere acquistato sul libero mercato. Dall' attacco terroristico del 11 settembre 2001 i rischi geopolitici a causa della instabilita' politica nel Medio Oriente sono cresciuti. Con i rifornimenti alla Cina e India insufficienti ai bisogni effettivi, prezzi sono saliti anche oltre i 50 dollari a barile.
La Cina e' il sesto Paese al mondo nella produzione di petrolio con circa 170 milioni tonnellate all'anno. Il consumo domestico, a causa della rapida crescita economica, ha sorpassato la produzione interna e la Cina divenne importatore di petrolio nel 1993. Stando a delle statistiche, la Cina ha consumato piu' petrolio nel 2003 del Giappone diventando il secondo consumatore dopo gli Stati Uniti. Entro il 2030 la Cina dovrebbe importare circa 500 milioni di tonnellate di greggio raggiungendo quindi gli Stati Uniti al primo posto.

Riepilogo
primo scenario: battaglia sulle risorse naturali energetiche.
la Cina persegue gli interessi nazionali e come superpotenza non vorra' contare sul mercato energetico internazionale. Di conseguenza la funzione del mercato internazionale energetico verra' messo in difficolta'. I vari Paesi saranno costretti a politiche unilaterali per assicurarsi sicurezza energetica. Conflitti internazionali sui confini marini e sicurezza sulle risorse aumenteranno causando tensioni con il Giappone e altri paesi del sud-est asiatico.

secondo scenario: Il Giappone isolato.
La Cina peseguira' una politica delle "porte aperte" concentrandosi sullo sviluppo economico e per far cio' cerchera' di incrementare la sua influenza con la firma di trattati di libero scambio con altri paesi sud-est asiatici. La fiducia del Sud-est asiatico verso la Cina aumentera' a discapito dell'influenza giapponese. Con sfiducia da parte degli Stati Uniti verso la Cina in aumento il Giappone sara' costretto a riveredere la sua posizione e decidere da che parte stare. Con l'istituzione di una rete di co-operazione in Asia che esclude il Giappone, quest'ultimo dovra' assicurarsi le risorse energetiche da solo.

Spunti tratti dal The Daily Yomiuri del 13 aprile 2005




 

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