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giappone nihon nippon jappone japanLe forze di autodifesa dovrebbero rispettare la Costituzione

9 agosto 2003

Sono passati ormai 50 anni da quando le forze di autodifesa (SDF - Self-Defence-Forces) sono state create per proteggere la pace e l'indipendenza del Giappone e per misurarsi con atti di aggressioni dall'estero.
All'inizio di agosto l'agenzia di difesa ha rilasciato il rapporto annuale in cui elenca il ruolo delle forze di autodifesa per il futuro.
Le forze di difesa si sono evolute sostanzialmente nel corso del passato mezzo-secolo riflettendo i cambiamenti interni e internazionali. Particolarmente significativo e' stato l'attacco dell' 11 settembre. La domanda principale diventa: che tipo di capacita' difensiva deve avere le forze di autodifesa giapponese?"
Il rapporto annuale dell'agenzia di Difesa si basa sulle discussioni interne condotte da un gruppo di studio. Due punti chiave emergono: il primo e' che le forze di difesa devono aumentare la propria capacita' d'azione per poter fronteggiare le nuove minacce alla sicurezza nazionale, come ad esempio le nuove armi di distruzione di massa, missili, guerrillas e terrorismo internazionale. Da tener presente e' comunque che vi sono solo, se mai ci sono, minime possibilita' che il Giappone venga attaccato in una via convenzionale con largo numero di aerei e navi.
Il secondo punto sollevato puntualizza il fatto che le forze di autodifesa debbano aver maggior ruolo nel mantenimento della pace internazionale. Il Giappone ha mandato le proprie truppe "non-di-combattimento" in diverse occasioni missioni dal 1992, anno in cui la Dieta passo' una legge che autorizzava le forze di autodifesa ad operazioni di pace nelle Nazioni Unite. Il rapporto precisa che queste missioni sono state percepite positivamente dalla popolazione e che sono tra le attivita' base delle forze di autodifesa.
In altre parole, le forze di autodifesa sono passate dal compito di autodifesa al fronteggiare i problemi di pace internazionale. E' vero che cio' e' di fatto accettato dal pubblico giapponese. E' altrettanto vero che problemi nascono se si entra nello specifico.
E' importante mantenere coerenza con i principi costituzionali che rinunciano all'uso della forza per dispute internazionali. E' ingiusto, quindi, pensare al Giappone solo come Paese che non deve avere forze militari ma bisogna ricordare che il ruolo del Giappone non dovrebbe, dalla loro stessa Costituzione, interferire in dispute tra altri Paesi. Il problema pare essere assai complesso se si vuole ad ogni costo oltrepassare questi principic ma con l'aiuto di buone intenzioni, appoggio americano (che risparmia dollaroni) e benestare delle "certe" forze politiche conservative, tutto puo' diventare piu' facile.
E' inoltre da ricordare e da prendere con serieta' il principio che parla di esclusiva AUTO-DIFESA e che di fatto parla di un Giappone che vuole intraprendere azioni di difesa solo nel caso di un attacco diretto! Non si parla di diversi punti di vista, di opinioni degli uni o degli altri e neanche di rispettare delle leggi civili (in Giappone le leggi scomode non sempre vengono rispettate) ma di rispettare la propria Costituzione!
Le nuove minacce possono essere difficili da prevedere, e quindi piu' difficili da fronteggiare, ma non devono essere usate come scusante per svincolarsi dal principio di esclusiva autodifesa e permettere eventuali "atti preventivi". Queste possibilita', sappiamo, sono costantemente prese in considerazione dal governo e da alcuni politici della coalizione al potere.
Sarebbe bene ricordare che gli Stati Uniti, nonostante la loro forza militare, non sono riusciti ad evitare l'attacco terroristico dell' 11 settembre! E' assai improbabile che anche i miglior armamenti anti-missilistici riescano ad evitare eventuali attacchi suicidi. E' semplicemente impossibile evitare cio' con la semplice forza militare. E questo bisogna dimostrarlo non solo al governo giapponese ma anche alla Corea Del Nord.
La lezione che bisognerebbe impartire e' che la forza militare ha i suoi limiti. Invece di soffermarsi unicamente al riarmo per rispondere a reali o virtuali minacce bisognerebbe anche soffermarsi ai problemi di fondo come la poverta' e prevenire conflitti con programmi di disarmo. Il Giappone ha, e continuero' a dirlo, l'occasione per dimostrarsi superiore al resto del mondo dimostrando la forza espressa dalla volonta' di pace. Sta' ai politici e al governo prenderla al volo dimenticando almeno per una volta l'importanza della propria poltrona e per i guadagni. Inutile specificare cosa potrebbe portare di buono, finanziariamente, un riarmo per un Giappone in crisi economica da anni e ancora in un tunnel che non vede la luce dell'uscita.
Da non dimenticare che eventuali missioni in aiuto ad azioni militari U.S.A. non specificatamente approvate dalle Nazioni Unite potrebbero deleggimitare il tutto. Inoltre, l'impiego di forze di autodifesa in luoghi di combattimento potrebbe esporre questi ultimi ad attacchi da elementi ostili o potrebbe portare all'uso della forza che di fatto e' ancora proibito dalla Costituzione.
Comunque sia, condizioni severe devono essere messe sul tavolo per le attivita' all'estero delle forze di autodifesa nipponiche. L'ultima cosa che il Giappone dovrebbe fare e' di allargare troppo lo scopo per cui queste forze di "autodifesa" vengono impiegate nel nome di "contributi internazionali" oppure nel nome di chissa' che "alleanza Nippo-americana".
Certo, le forze di autodifesa richiedono un cambiamento per incontrare le nuove realta' ma devono mantenere e rispettare le linee della Costituzione.


Spunti presi dal Japan Times del 9 agosto 2003.




 

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