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benvenuti su JAPPONE.COMgiappone nihon nippon jappone japan
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giappone nihon nippon jappone japanTre giapponesi si raccontano - situazione diversa ma sentimenti in comune

25 ottobre 2003

Situazione famigliare difficile, disagio e incomprensioni possono spingere giovani ragazze in direzioni diverse.
Di seguito tre storie diverse che ho colto durante un corto soggiorno a Sapporo.
Incontro Erisu (nome inventato), una ragazza di 19 anni in un angolo della strada a notte inoltrata. E' sola, appoggiata al muro di una casa pigiando i pulsanti di uno dei suoi 2 telefonini.
Oggi e' la sua giornata libera. Dopo aver lavorato per un certo periodo in un soapland (una specie di bagno dove uomini vanno per farsi lavare da giovani ragazze. Talvolta si esige anche prestazioni particolari a carattere sessuale) adesso lavora in uno di quei locali dove gli uomini entrano per avere attenzioni speciali... soli in una camera con la ragazza scelta da una serie di foto appese su una bacheca all'ingresso.
Erisu concede una piccola intervista e le faccio notare come un vecchio ubriaco la stava aspettando dietro un lampione. "E' incredibile vedere certi oyaji (uomini di una certa eta') entrare barcollando... sembra che stiano per cadere da un momento all'altro. Ma poi hanno una forza incredibile quando mi toccano il seno. Incredibile!" afferma con un certo stupore Erisu.
Appena 19-enne ma che ne ha gia' passate di ogni genere racconta che lavora dalle 17:00 alle 3:00 del mattino ma siccome oggi e' il suo giorno libero stara' sulla strada in attesa di clienti fino alla mattina.
Erisu ha una sorella e un fratello maggiore. Per i genitori il maschietto, appena 20-enne, e' tutto mentre lei, che e' la piu' piccola non le viene data nessuna attenzione. Questo e' quanto racconta con una vocina assai triste e demoralizzata.
"Riguardati, mi raccomando" le dico mentre ritorna al suo posto: in un angolo della strada a notte inoltrata.

Tomoko ha 24 anni e abita in un piccolo paesino vicino a Sapporo. Oggi e' a Sapporo in cerca di lavoro. Sono le 3:30 di mattina quando Tomoko vede la sua amica andare via con un Neo-Zelandese biondo dagli occhi chiari. Si trova in un locale frequentato da stranieri dove si beve e si balla. Anche lei si allontana ma poco dopo arriva e mi chiede di ballare. Il suo modo di parlare e' molto timido con un uso spropositato della forma formale. Nonostante io cercassi di farla sentire a proprio agio, i "sumimasen" si susseguivano.
E' visibile nel suo sguardo il bisogno di qualcuno che le presti attenzione. Dopo una birra mi accompagna in albergo e mi racconta che dorme in un business-hotel. Domani dovra' continuare la ricerca di un lavoro in qualche ristorante. Il suo fidanzato ha 45 anni ma non lo ama. Suo padre e' "totemo kowai" molto severo. "Devo proprio andare, non posso rischiare di arrivare tardi per il check-out in albergo altrimenti mi tocca pagare di piu' mi dice con una certa preoccupazione aggiungendo se le posso dare i soldi per il taxi.
La sera successiva quando la chiamo mi riferisce di essere a casa di un'amica (che si sente nello sfondo) perche' non aveva un posto in cui stare. Non ha ancora trovato lavoro ma ha fiducia nel giorno dopo. Le chiedo di uscire insieme per cena e si dimostra felicissima. Purtroppo non la incontro piu'... telefona dicendomi di essere nell'autobus e che arrivera' fra poco. Qualche imprevisto... lei non c'e' e io, per motivi di lavoro, devo staccare il cellulare.
Il giorno successivo mi alzo e vedo che alle 6:30 del mattino mi aveva chiamato sul cellulare. I giorni erano freddissimi a Sapporo... dove sara' stata durante la notte? Una domanda che mi ha tormentato ma che non ho avuto il coraggio di farle...

Yuki lavora in un grande magazzino (Depaato) e ha 19 anni. In lei si vede la giovane eta' di 19 anni ma si coglie nel suo carattere una certa forza, l'energia di chi sa badare a se stessi. Guadagna 100,000 Yen al mese (circa 750 Euro) che di certo non bastano per le esigenze fondamentali quali affitto e spese. Viene dalla campagna e vive in un piccolo appartamento a Sapporo. Il suo stipendio non basta di certo e cosi la sera, dopo l'orario al grande magazzino, va a lavorare in un kombini (Convenient Store - negozio di alimentari aperto 24 ore al giorno). I due giorni liberi li passa in un altro grande magazzino facendo la commessa.
Una vita difficile per una ragazza cosi giovane e cosi carina. Nonostante cio' si dimostra molto gentile e sempre con il sorriso, quasi per mascherare le difficolta', la stanchezza e fatica che indubbiamente sente.
Ritmo al limite del sopportabile ha portato ad un'abitudine tutt'altro che sana: mangiare giornalmente gli obento (pasti preconfezionati) rimasti invenduti al kombini. Lo stomaco, a causa dei pasti poco nutrienti e sempre simili, si e' ammalato e puntualmente ogni mattina vomita il pasto della sera (tarda serata o notte inoltrata) prima.
Prima della mia partenza faccio un salto al grande magazzino e le porto dei dolci. Lei non e' a conoscenza del fatto che io conosca i fatti della sua vita privata. Mi ringrazia con il solito sorriso e una lacrimuccia agli occhi. Purtroppo il dovere dell' "on" (ricambiare un favore) e' molto sentito e cio' mi mette a disagio. Mi porta un regalino e mi saluta gentilmente. La consolazione che mi rimane e' nel sapere che Reiko (nome inventato), una mia amica, lavora di fianco a lei e le da' un ottimo sostegno... ognitanto la invita in un ristorante italiano dove Yuki si puo' sbizzarrire nell'usare il suo prodotto italiano preferito: "l'aceto di vino" che ama mettere proprio dappertutto.
Cara Yuki, la prossima volta che saro' a Sapporo andiamo in un ristorante italiano? (sempre che il tuo tempo a disposizione lo permetta...)





 

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