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benvenuti su JAPPONE.COMgiappone nihon nippon jappone japan
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giappone nihon nippon jappone japanUna lotta per la parita' dei sessi

11 aprile 2004

La rivista KTO (Kansai Time Out) di agosto 2003 riportava un articolo firmato da Michael Fox che trattava il caso di Kitagawa Kiyoko che ha passato la maggior parte della sua vita lavorativa combattendo contro le discriminazioni sessuali presenti in una delle aziende piu' note del Giappone: la Sumitomo Metal.
Alla fine degli anni '80, all'apice della apparente invincibilita' economica, le ragioni della forza finanziaria erano il soggetto di intensi dibattiti politici. Assunzioni a vita, stipendi e promozioni basate su anzianita', etica lavorativa confuciana, relazioni pacifice tra lavoratori e management, cooperazione tra governo e business; questi e altri i temi discussi in tasmissioni televisive e su colonne dei giornali. Il tutto focalizzava inevitabilmente quasi esclusivamente sugli aspetti positivi e solo raramente menzionava gli aspetti negativi di questa economia "soffiata".
Una persona che e' a perfetta conoscenza del lato oscuro del successo finanziario giapponese e'  Kitagawa Kiyoko. Nel 1959, mentre era alle superiori, un rappresentante della Sumitomo Metals visito' la sua casa a Takamatsu, una cittadina sull'isola di Shikoku. In quei anni, l'economia giapponese cominciava a decollare e le industrie emergenti nella regione del Kansai era alla disperata ricerca di personale. Il rappresentante rassicurava i genitori della giovane donna che "noi ci prenderemo cura di vostra figlia fino al matrimonio". Kitagawa accetto' la proposta e si trasferi a Wakayama.
Nel 1965 Kitagawa sposo' un collega di lavoro. Era la norma in quegli anni che le donne, appena sposate, dessero le dimissioni. Kitagawa invece continuo' il lavoro. Era cresciuta compiaciuta per sua madre, una donna capace e intelligente alla quale mai fu data la possibilita' di lavorare al di fuori delle mura di casa. E a parte tutto, perche' era necessario lasciare il lavoro? Rimanendo al lavoro poteva essere utile all'azienda e allo stato esattamente come un uomo. Il management della Sumitomo Metals era contrariato ma poco si poteva fare. Nel frattempo, alla Sumitomo Cement, una signora con il desiderio di lavorare dopo il matrimonio aveva portato il caso al tribunale vincendo la causa l'anno successivo (1966) stabilendo un precedente per le mogli con voglia di lavorare.
Kitagawa e suo marito furono i primi come coppia ad avere una doppia entrata in termini di salario nella storia della Sumitomo Metals. La direzione della Sumitomo riteneva che questo non durera' per molto e che lei lascera' il lavoro ai primi segni di gravidanza. "Lasciamola lavorare per un paio di altri anni per raccimolare risparmi per i figli"  erano probabilmente i ragionamenti della direzione. Continuare il lavoro dopo il parto era pressoche' inimmaginabile. Le aspettative sembravano materializzarsi inquanto Kitagawa rimase incinta ed era in procinto di chiedere assenza dal lavoro per maternita'. La Sumitomo richiedeva una formale lettera di dimissioni, cosa che la Kitagawa rifiuto' rassicurando di voler riprendere il lavoro dopo il parto. Alcune settimane dopo ritorno' al lavoro ritrovando tutto al posto giusto ad eccezione di un piccolo dettaglio: dov'era la scrivania? Nel frattempo era stata portata nel seminterrato dell'edificio. Kitagawa ed una collega riportarono la scrivania al suo posto mentre la direzione faceva pressione al capoufficio. Fu chiamata in ufficio per essere rinfacciata che persino gatti e cani crescevano i propri piccoli. "Tu sei peggio di un cane! Sei semplicemente una macchina che partorisce bambini?" le fu rinfacciato. Il caposezione arrivo' addirittura a richiedere colleghi di lavoro di evitare conversazione o mangiare assieme alla signora Kitagawa. La nostra eroina non cambio' idea e piu' resisteva e maggiori erano le prepotenze nei suoi confronti. La direzione inizio' un nuovo piano di persecuzione e la sua scrivania fu allontanata dando a lei un periodo di 18 mesi di totale noia. Niente lavoro in assoluto da compiere. Come evitare dal diventare pazzi? "Mi piace leggere e cosi leggevo novelle!".
Mentre Kitagawa non si arrendeva, la direzione si arrese e decise di sommergerla con lavoro in una filiale della ditta con un solo assistente per i prossimi 19 anni.
Ma, oltre a questo, c'era ben altro: l'azienda manteneva due tipi di remunerazione. Nella maggioranza dei casi la mole di lavoro era identica ma il salario differiva anche in modo significativo. Kitagawa scopri la discrepanza ironicamente con il suo assistente maschile che guadagnava piu' di lei! Nonostante gli stessi studi (scuole medie superiori) e nonostante il suo assistente sia entrato nell'azienda 8 anni dopo Kitagawa, il suo salario annuale eccedeva quello di Kitagawa di 2,3 milioni di Yen. Dopo ulteriori investigazioni si scopri che alle dipendenti femmine fu sistematicamente negato promozioni e quindi aumenti negli stipendi.
Nel 1986 il governo promulgo' la legge sulle uguali opportunita' di lavoro (Equal Employment Opportunity Law - EEOL) dopo la ratificazione della Convenzione U.N. (Nazioni Unite) per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne dell'anno prima.
Nel 1994 Kitagawa e altre colleghe di lavoro, invocando il protocollo EEOL, chiedevano sostegno alla "Osaka Woman and Young Workers' Office", un ufficio del ministero al lavoro. La richiesta fu accettata per paura di pubblico criticismo. Di fatto ben 9 richieste da gruppi femminili nei passati 10 anni furono respinte.
Tale mossa riporto' la ditta ad assumere nuovamente atteggiamenti ostili. La signora Kitagawa fu nuovamente trasferita e le fu affidato il lavoro intorpidente normalmente riservato ai lavoratori part-time. L'ufficio del ministero del lavoro rilascio'  una dichiarazione in cui si affermava che a donne capabili debba essere assicurata la possibilita' di assumere posizioni manageriali. L'ufficio non accetto' manco la responsabilita', come invece solitamente usa fare, di offrire mediazione o suggerire una soluzione.
Non trovando altre vie, Kitagawa e tre altre colleghe intrapresero vie legali contro la Sumitomo Metals chiedendo la restituzione di 28 milioni di Yen, 28 milioni di Yen di consolazione e alti 6 milioni di Yen per le spese legali. Il processo inizio' alla corte distrettuale di Osaka nell'agosto del 1995. I processi si muovono lentamente e l'ultima udienza fu a maggio del 2000. Nel frattempo due altre sentenze furono rilasciate nella regione del Kansai sempre nell'ambito di discriminazione. La Kansai Electric Power Company (Kansai Denryoku) dovette sborsare 9 bilioni di Yen ad un gruppo di impiegati, quasi tutti di sesso maschile, che hanno sofferto anni di discriminazione a causa della loro affiliazione al partito comunista. Donne che si sono battute non sono state cosi fortunate. Un gruppo di donne che fece causa alla Sumitomo Electric la persero nel loro caso nel luglio del 2000. La corte distrettuale di Osaka ordino' che "la divisione del lavoro in categoria maschile e femminile violava l'articolo 14 della Costituzione ma non era in conflitto con le usanze comuni. Di conseguenza non si vede la neccessita' di discutere il problema in ambito giuridico". Il giudice Matsumoto Tetsuo diceva in in altre parole: "Si, i tuoi diritti sono stati violati ma io non sono disposto a rischiare la mia carriera andando contro una distinta azienda come la Sumitomo per rendere giustizia ad un paio di donne insignificanti". Questo era lo stesso giudice assegnato al caso della Kitagawa. Kitagawa e le sue colleghe firmarono una mozione per avere un altro giudice assegnato al loro caso. Tali mozioni sono molto rare e la possibilita' che vengano accettato lo sono ancora di piu'. Nel caso di sconfitta alla corte distrettuale, Kitagawa vorra' molto probabilmente fare appello all'alta corte dove le possibilita' di successo sono maggiori in quanto i giudici dell'alta corte sono piu' liberi da costrizioni in contrasto con i colleghi delle corti "inferiori" sempre costretti a guardare verso l'alto.
La Sumitomo si giustifica affermando che i salari variano non per motivi legati al sesso dei dipendenti ma in base a dove vengono assunti. I maschi vengono assunti dall'ufficio centrale mentre le donne vengono assunte dalle filiali.
Nel 1997, la rete delle donne lavoratrici (Working Woman Network - WWN), un'unione di gruppi di Osaka con un largo numero di impiegate della Sumitomo, partecipo' al congresso dell'organizzazione internazionale del lavoro a Ginevra. Il governo inviava rappresentanti femminili a conferenze internazionali per elencare i miglioramenti e traguardi raggiunti in ambito di diritti delle donne in Giappone. La WWN propose il proprio rapporto "On the Actual Situation of Working Woman in Japan: A Counter Report of by the Government of Japan." (Attuale situazione delle donne lavoratrici in Giappone: un contro-rapporto a quello del governo giapponese). Il rapporto criticava il tentativo del governo giapponese di esagerare nell'elencare i progressi ottenuti in conformita' alla "Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne".
Kitagawa ando' in pensione nel 2000. Nel lasciare l'azienda spedi una cartolina all'azienda stessa scrivendo che anni prima i dipendenti si riunirono al pian terreno davanti ai nuovi forni per gridare in unisono "Banzai!" ma quello che ha percepito ad unisono sono stati 35 anni di discriminazine salariale.
Le donne giapponesi sono state definite la maggior risorsa naturale del Giappone. Se il Giappone vuole veramente sostenere la propria economia e migliorare la produzione dovrebbe rimuovere le barriere istituzionali che opprimono le minoranze e le donne. Eliminando la meta' della popolazione da posizioni di responsabilita' nel business e nel governo non promuove una sana crescita economica. Al contrario, limita la creativita' e favorisce stagnazione. Un'economia sana, come un corpo sano, e' il risultato di un intero sistema che lavora insieme. Il Giappone non potra' ritornare alla vecchia gloria opprimendo la sua meta' migliore.

Tratto e adattato dal Kansai Time Out - agosto 2003



 

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