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benvenuti su JAPPONE.COMgiappone nihon nippon jappone japan
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giappone nihon nippon jappone japanPrince Pickles: il principe dell'innocenza infantile

23 febbraio 2007

Le forze di autodifesa giapponesi hanno sviluppato una mascotte per darsi un'immagine simpatica e che ispiri affezione.
Il personaggio difficilmente richiama alla nostra memoria l'esercito imperiale che conquistava selvaggiamente terre e popoli nella prima metà del 20-esimo secolo... e questo è proprio cio' che i leader giapponesi si aspettano.

Mentre il Giappone cerca di liberarsi dal pacifismo postbellico e di aumentare il proprio profilo militare nel mondo, contemporaneamente cerca di far uso di personaggi graziosi e gentili da usare come mascotte per dare un'immagine gentile e innocua delle proprie forze di auto-difesa.
"Il principe 'Pickles' è il nostro personaggio immagine perchè suscita molto affetto e cio' è quanto punta l'esercito giapponese. E' la nostra mascotte ed è raffigurato sui nostri depliant e articoli di cancelleria.
Questo tipo di personaggi non sono nuovi in Giappone e il loro uso da tempo servono per ammorbidire l'immagine d'autorità e per catturare il cuore e la mente della gente.
La polizia metropolitana di Tokyo cerca di alleggerire la propria immagine austera con Peopo, che assomiglia ad un coniglio "astronauta". Il governo spera naturalmente che tale tattica funzioni anche all'estero.
Il ministro agli Esteri Taro Aso ha proposto l'invio di artisti dell'animazione e di manga all'estero come ambasciatori per la cultura nipponica. Il governo ha inoltre costituito un gruppo di esperti per escogitare modi e vie per la promozione e vendita di anime ad un'audience straniera.
prince pickles
La mascotte delle forze di autodifesa giapponesi impegnate in Iraq
peopo
Peopo,
la mascotte della polizia di Tokyo
L'idea del ministro è che un buon feeling per l'animazione giapponese si possa poi tradurre in un buon feeling per la politica estera giapponese.
"Maggiori sono le immagini positive che entrano nella mente di una persona e più facile diverrà per il Giappone far valere i propri punti di vista" afferma Aso davanti agli artisti della Digital Hollywood University di Tokyo e continua: "voi siete le persone coinvolte nel portare la cultura giapponese nel mondo."
Ma questa strategia incontra non pochi ostacoli. Molti cinesi e coreani sono tuttora scettici nei confronti del Giappone a causa dei crimini e atrocità commesse negli anni '30 e '40. Difficilmente si faranno ammorbidire da qualche personaggio di un manga.

Recenti cambiamenti per dar maggior prestigio militare al Giappone e il tentativo di cambiare la costituzione pacifista non viene ben vista dai popoli asiatici.
Alcune critiche hanno dubbi che personaggi dei fumetti possano funzionare al difuori della cultura giapponese.

Rika Kayama, psichiatra e autore, afferma che questo puo' succedere solamente "in un paese talmente aperto a immaturità... alle autorità sembra essere più facile e sicuro usare personaggi dei manga per farsi accettare dal pubblico che non spiegare loro i fatti."
Le immagini animate nascondono le reali intenzioni dei leader nipponici, cioè quelle legate nel promuovere nazionalismo ed esibire la forza militare all'estero.
L'agenzia di difesa è stata innalzata al grado di vero e proprio ministero a gennaio e il governo è indaffarato nell'implementare linee guida nell'educazione scolastica per inculcare un senso di patriottismo ai giovani. Il primo ministro Shinzo Abe lavora per cambiare l'articolo 9 della Costituzione (articolo pacifista) e per espandere le operazioni militari assieme all'alleato di punta, gli Stati Uniti.
Il fenomeno del 'kawaii' (carino) usato nei manga ha anche un lato oscuro. Artisti venivano incentivati a disegnare manga che sottilmente diffonda propaganda militarista durante la guerra. Una serie era incentrata su una famiglia che salutava con sorrisi i soldati in partenza per la guerra. Altri artisti dipingevano i leader alleati come dei codardi e/o dei diavoli.
Artisti contemporanei hanno usato i propri personaggi per mostrare un Giappone più risorgente. Yoshinori Kobayashi, che ha venduto milioni di copie della sua serie di manga (Shin Gōmanism Sengen Special - Sensō Ron, 600.000 copie vendute del primo volume ), afferma nei suoi lavori che il Giappone era ingaggiato in una nobile guerra per salvare l'Asia.
Ufficiali del governo affermano che l'offensiva "kawaii" ha comunque successo. Durante la missione in Iraq, le forze di autodifesa usavano dipingere le cisterne che portavano l'acqua con il personaggio di un famoso cartone animato sul calcio conosciuto come il capitano Tsubasa. "Tutti lo amavano" afferma Aki Tsuda del dipartimento per gli aiuti del ministero degli Esteri.
Alcuni azzardavano addirittura che il capitano Tsubasa era la ragione per cui le cisterne non sono mai state attaccate durante la missione in Iraq.
"Diplomazia culturale potrebbe essere uno dei mezzi più effettivi della diplomazia giapponese" afferma con ragione Hiro Katsumata, ricercatore dell'istituto di difesa e studi strategici a Singapore. "In un decennio o due, giovani generazioni in molti paesi che amano i cartoni giapponesi inizieranno a ricoprire ruole di leadership e il Giappone ne potra' trarre beneficio."

 

Spunti da: International Herald Tribune

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