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benvenuti su JAPPONE.COMgiappone nihon nippon jappone japan
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giappone nihon nippon jappone japanRapporto Doudou Diene - Missione Giappone - Nazioni Unite


seconda parte

Il quarto punto si sofferma sulle analisi e valutazioni del relatore
Dopo aver raccolto e analizzato i punti di vista delle parti interessate il relatore ha raggiunto la conclusione che discriminazione razziale e xenofobia esiste in Giappone e queste interessano tre gruppi: le minoranze nazionali - i buraku, gli Ainu e gli abitanti di Okinawa; persone e discendenti di persone da ex-colonie giapponesi - Corea e Cina; stranieri e immigrati da altri paesi asiatici e dal resto del mondo.
Le discriminazioni razziali e xenofobie si manifestano in varie maniere. Prima di tutto esse sono di natura sociale ed economica. Tutte le indagini indicano che le minoranze vivono in una situazione di vulnerabilita' economica e sociale. In secondo luogo le discriminazioni sono anche di natura politica. Il relatore ha notato l'invisibilita' delle minoranze nazionali nelle istituzioni di Stato. Questa esclusione rafforza il senso di discriminazione delle comunita' interessate che non hanno opportunita' di partecipare nel pianificare i propri affari presenti e futuri.
Infine le piu' profonde manifestazioni sono di natura culturale e storica. Questo tipo colpisce in particolar modo le minoranze nazionali ma anche i discendenti delle ex-colonie giapponesi.

Il quinto punto del rapporto riporta le raccomandazioni al governo
Il governo dovrebbe ufficialmente e pubblicamente riconoscere l'esistenza di discriminazione razziale e xenofobia nella societa' giapponese.
Il governo dovrebbe duramente condannare e opporsi ad ogni dichiarazione fatta da ufficiali pubblici che tollera o addirittura incoraggia discriminazione razziale e xenofobia, questo in accordo con l'articolo 4 della Convenzione Internazionale per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale (ICERD), ratificato dal Giappone, e in particolare il paragrafo (c): "gli Stati Parte non consentiranno alle autorità o istituzioni pubbliche, nazionali o locali, la promozione o l'incitamento alla discriminazione razziale", e in accordo con l'articolo 20: "qualsiasi avvocatura di odio nazionale, razziale o religioso che costituisce incitamento alla discriminazione, ostilità o violenza sarà proibita da legge".
Il governo e il parlamento dovrebbe urgentemente procedere nell'adozione ni una legge nazionale contro razzismo, discriminazione e xenofobia.
Dovrebbero essere adottate provvigioni legali appropriate che proibiscono qualsiasi lista e richiesta che contenga informazioni sulle origini di una persona che potrebbero essere usate in modo discriminatorio.
Una commissione nazionale per Uguaglianza e Diritti dell'uomo dovrebbe essere costituit in conformita' con i Principi di Parigi, in particolar modo il requisito di indipendenza. Questa commissione dovrebbe essere collegata all'ufficio del Primo ministro e non al Ministero della Giustizia.
Il sistema messo in atto dall'ufficio per l'immigrazione del Ministero della Giustizia che chiede ai cittadini di denunciare i sospetti immigrati illegali inmodo anonimo tramite un sito internet e' un incitamento al razzismo, discriminazione razziale e xenofobia: e' essenzialmente basato sulla criminalizzazione degli stranieri e promuove un clima di sospetto verso gli stranieri. Il sistema per denunce dovrebbe quindi essere sciolto senza ritardo.
Si chiede al governo di rivedere i libri di testo in modo da riflettere con obiettivita' e accuratezza la storia delle minoranze e le relazioni con i Paesi vicini.
Il Giappone dovrebbe riconoscere gli Ainu come gente indigena.
Rappresentanza politica delle minoranze dovrebbe essere garantita dalle istituzioni di Sato.
Il governo dovrebbe richiedera la Dieta un'investigazione sulla questione della presenza di basi americane a Okinawa e la sua compatibilita' con il rispetto dei fondamentali diritti dell'uomo.
Il governo dovrebbe adottare misure richieste per eliminare trattamenti diversi tra scuole coreane e altre scuole straniere.
Il governo dovrebbe adottare misure appropriate che garantiscano gli stranieri di essere trattati ugualmente. Situazioni dove a stranieri vengono vietati l'accesso a servizi e' totalmente inaccettabile in un Paese democratico e non deve essere acettato.
Comunita' possono richiedere il rispetto per i propri diritti come comunita' discriminata se queste rispettano i diritti umani e non accettano discriminazioni all'interno della propria comunita'.
In questo contesto bisogna far si che le donne possano esercitare i propri diritti sia dentro che fuori la propria comunita'.

Commenti


Oda Makoto (novellista)
[sintesi] Credo che il rapporto Diene descrive accuratamente la discriminazione razziale in Giappone. Nonostante ce ne siano significatamente di meno che in passato, i fondamentali problemi di discriminazione nella societa' giapponese rimane. Due difficolta' primarie sono "assenza di leggi" e "atmosfera sociale".
Inutile quante leggi proibiscano disciminazione, se un'atmosfera che non la rigetta non esiste in una societa', queste sono inutili. Nessun Paese sviluppato ha accettato cosi pochi rifugiati.
Rifiutare rifugiati e accordare residenza basandosi su nazionalita' e' vergognoso.
E' essenziale riconoscere che discriminazione non e' solo un problema del Giappone. Negli Stati Uniti, per esempio, c'e' discriminazione verso le persone di colore, latinos persone discendenti da arabi.
Giornalisti e altri che si pronunciano sulla discriminazione contro coreani in Giappone e gente di colore negli Stati Uniti solo per far vedere il proprio sapere non risolve il problema.
La questione e': come possono problemi comuni di discriminazione e insulti essere risolti internalmente? Possono americani e giapponesi venire a capo con discirminazione e pregiudizi nelle proprie societa'? Se questo e' il caso, allora la cosa importante non e' usare l'esistenza di discriminazione come argomentazioni sul proprio paese o un altro, ma di discutere su come i problemi in cumune possono essere risolti.

Conclusioni

Leggendo il rapporto di Doudou Diene per intero si puo' notare che quanto descritto indubbiamente riflette la realta'. I problemi ci sono e andrebbero affrontati se cio' porterebbe a miglioramenti. Ma prima di condannare discriminazioni verso gruppi di persone o minoranze bisogna vedere il contesto in cui avvengono. La societa' giapponese e' ancora largamente basata su rapporti tra superiori e inferiori che portano una persona a dialogare in un certo modo invece che non in un altro, a seconda della situazione che gli si presenta. Usando forme onorifiche in certi casi e il contrario in altri. Sembrerebbe simile a molte altre realta' sennonche' in Giappone cio' e' molto radicato e maggiore importanza viene data. Trattare con una certa arroganza colui che in quella determinata situazione e' in una posizione inferiore e' completamente accettato non solo dalla societa' in generale ma anche dal diretto interessato. Quest'ultimo potra' usare, se lo ritiene neccessario, una dose di arroganza quando entra in un negozio, in un ristorante o qualsiasi altro esercizio pubblico in quanto cliente, e quindi a sua volta in una posizione di superiorita'. Anche questo potrebbe essere un tipo di discriminazione, essere in una posizione sociale che ti permette (o non ti permette) di comportarti in un cero modo.
Cancellare pregiudizi e discriminazioni su minoranze etniche o comunita' sara' un compito assai arduo date le circostanze. E' pur vero che il governo non aiuta, anzi, sembra palese che i tentativi vadano proprio dal lato opposto.
Una questione che mi e' saltata all'occhio leggendo il rapporto alle Nazioni Unite e' sul come Diene cerca di difendere le vittime di discriminazioni varie. L'impressione e' che Diene, invece che cercare di sensibilizzare il governo a trattare semplicemente tutti allo stesso modo come se fossero effettivamente tutti uguali, cerca di dividere la gente in gruppi o razze diverse. In un certo senso si ha l'impressione che i gruppi discriminati continuino e devono continuare ad essere visti come "diversi".
Trovo comunque che questi rapporti presentati alle Nazioni Unite siano di gran importanza e spero che ulteriori vengano fatti per i vari Paesi al mondo. Si spera che abbiano l'impatto giusto sulla classe politica e sui media e che le varie societa' vengano sensibilizzate ad accettare qualsiasi essere umano semplicemetne come essere umano. Non e' vietando di investigare le origini di una persona che si cancella eventuale discriminazione. Quest'ultima va cancellata con un'educazione attenta sin da giovane eta'. I vari governi che si vedranno puntare le dita contro non devono essere messi nella condizione di poter puntare a propria volta le dita contro qualcuno. E' quindi neccessario che ogni societa', ognuno di noi faccia un minimo sforzo prendendo spunto dalle problematiche che ci circondano e conosciamo.

ritorna alla prima parte

 

link:

The Diene Report on Discrimination and Racism in Japan su JapanFocus.org
Il rapporto di Diene puo' essere visionato per intero sul sito dell' Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite

 

 

 

 

 

 

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