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Agosto 1947
famiglia di un ufficiale della Marina americana durante la colazione.

 

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Due geisha salutano un aereo che atterra alla base aerea di Yokota nel 1947.

 

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due militari in jinrikisha fotografati di fronte al palazzo imperiale.
Le gerarchia di razza e privilegi era visibile virtualmente in ogni interazione tra militari e giapponesi.

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giappone nihon nippon jappone japanRelazioni americane-giapponesi negli anni di occupazione

Il Generale McArthur e i giapponesi:
Mai vide il Giappone che presiedeva. Dal momento che arrivo' a Tokyo, i suoi viaggi erano ristretti a quelli della mattina e del pomeriggio tra la sua residenza nella vecchia ambasciata americana e il suo quartier generale nel palazzo del Daiichi. Mai socializzo' con i giapponesi e stando ad un osservatore intimo solo 16 giapponesi parlarono con lui piu' di 2 volte. Nessuno di questi erano al di sotto di Primo Ministro, presidente della maggior universita'...
Le sere le passava guardando film hollywoodiani, specialmente film western. Talvolta si soffermava a visionare filmati girati da militari in Giappone... almeno in questo aveva modo di vedere il Paese che governava.
Per 5 anni i suoi movimenti erano prevedibili quasi al minuto. Prima dell'inizio della guerra in Corea, MacArthur lascio' Tokyo solo 2 volte: visite a Manila e a Seoul.
Come l'imperatore Hirohito prima del 1946 anche MacArthur parlava in modo paternalistico, intimo per quanto riguarda i suoi sentimenti per le decine di milioni di giapponesi che da lui dipendevano ma mai ebbe un minimo contatto con loro, mai vide come veramente vivevano. Il generale, colpito da sintome di autovenerazione, era convinto che la "mente orientale" era predisposta ad adulare il vittorioso. Era convinto che democrazia vorra' radicarsi solo se la gente credeva in lui quando diceva che cosi doveva essere. E comunque sia, il successo che riscuoteva tra le folle era comunque notevole.
MacArthur era l'indiscusso comandante e i suoi inferiori fungevano da vice-comandanti. Anche funzionari di media importanza davano ordini, sotto forma di consigli, a funzionari giapponesi.
Questa concentrazione di comando non era limitata al personale militare e civile ma anche all'influenza nel sistema educativo giapponese. Tutti i libri di testo dovevano essere tradotti in inglese per essere poi autorizzati. Influenza sui mass-media, negativamente in quanto alle censure e positivamente per l'alto numero di informazioni, notizie, articoli e film stranieri.
Il modo di introdurre democrazia tramite abuso di potere e autorita' rimane paradossale! Abusi di potere da funzionari che mai manco si potrebbero sognare di farli nel proprio Paese.
Per fare un'esempio la NHK fu monopolizzata da SCAP e nessun altra stazione radio fu consentita. Per i riformisti, solo in questo modo si poteva creare un fac-simile di un democratico in stile americano.
Ufficiali, funzionari, dipendenti civili e quasi un milione di militari costituivano una classe privilegiata. Crearono una "little America" nel Giappone occupato. Con la nuova Costituzione che divenne effettiva nel 1947, i giapponesi diventavano teoricamente cittadini e non piu' umili sudditi. In pratica pero' rimanevano sudditi delle forze di occupazione.
Senza dubbio molti dei conquistatori si dimostrarono gentili e benefattori. Popolari furono coloro che regalavano gomme da masticare e cioccolato. Molti americani dimostrarono sincero interesse nella cultura giapponese. Portavano sconosciuti all'ospedale e fecero favori senza chiedere nulla in cambio.
Doni significativi come penicillina, unita' di sangue, librerie e tecnologia che particolarmente fu apprezzata per una ricostruzione economica. Nonostante cio' il regime militare fece si che le relazioni interpersonali non furono quasi mai eguali e cio' era inevitabile. Tutte le relazioni implicavano indirettamente la superiorita' della cultura americana e con vere poche eccezioni, tutto si faceva nella lingua del conquistatore. Molti negozi, cinema, teatri, treni erano considerati "off-limit" per i giapponesi. Funzionari civili e ufficiali ordinari di SCAP che in America avrebbero vissuto in una casa di classe media, in Giappone si ritrovavano in case quasi di lusso. Qui potevano assumere tre, quattro ma anche sette servic tutti pagati dal governo giapponese (cuoco, tuttofare, governante, giardiniere, infermiera e addetta alle pulizie era considerato lo staff ideale per la casa).
Come in ogni colonia, i poteri venivano distribuiti in modo disordinato. Ci troviamo quindi persone che prima erano anche solo ufficiali di basso grado che adesso avevano responsabilita' enormi. A giovani americani sotto i 30 anni veniva data autorita' e potere atto a spiegare a giapponesi piu' vecchi di loro come fare il loro lavoro e a rimodellare le loro menti. Giovani che non parlavano una seconda lingua giudicavano i giapponesi in base alla loro conoscenza dell'inglese e li deridevano ogniqualvolta essi sbagliavano. Americani accusati di crimini venivano trattati dal proprio governo e il fatto non veniva riportato alla stampa. A questo si aggiunge che ogni tipo di criticismo alle forze di occupazione era vietato.
Violenze su donne non venivano riportate dai mass-media e molti casi non furono manco denunciati alla polizia. Le opportunita' sessuali di tutti coloro che erano in qualche modo legati alle forze di occupazione (anche giornalisti) erano enormi, anche grazie ai regali come cioccolata, calze di nylon etcc questo, ovviamente infuriava il maschio giapponese.
Figli nati da queste storie furono taciuti in quanto i padri non si prendevano le responsabilita' e i giapponesi li vedevano come figli della vergogna e quindi li respingevano.
La rivoluzione democratica era ben visibile: mentre i vincitori parlavano di democrazia, questi comandavano con forte autorita'; mentre parlavano di uguaglianza, questi si autoelevavano a classe privilegiata. Si riteneva, senza eccezione, che cultura occidentale e i suoi valori erano superiori a quelli orientali.
Che le relazioni tra vincitori e vinti non fossero uguali e' ovvio e giusto che sia ma l'autorita' con la quale si governava rendevano il Giappone simile ad una colonia.
Diversamente da come si fece per la Germania, in Giappone si governava indirettamente e tramite il governo giapponese. Questo comportava l'influenza delle maggior istituzioni in democratiche del Giappone: i burocrati e il trono.
Il motivo di questa decisione fu del tutto pratico: alle forze di occupazione mancava la capacita' linguistica e tecnica per governare direttamente il Paese. A MacArthur rimaneva l'autorita' di cambiare il sistema governativo, togliere l'imperatore e persino di dissolvere l'istituzione imperiale se approvazione veniva da Washington. In pratica pero', poca considerazione venne data a queste opzioni.



 

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