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Evidenza sul tentativo giapponese di produrre armi atomiche (in inglese)

 

giappone nihon nippon jappone japan Una sezione di un ciclotrone ripescato vicino a Yokohama

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giappone nihon nippon jappone japanIl test nucleare del Giappone

24 giugno 2004

Quasi completamente ignorato e ancora oggi poco conosciuto e' il test atomico compiuto dal Giappone nell' agosto 1945, periodo pieno di eventi, incertezze e caos.
Il 6 agosto fu sganciata la bomba atomica degli Stati Uniti sulla citta' di Hiroshima, due giorni dopo i russi colgono l'occasione e dichiarano guerra al Giappone e il 9 agosto viene sganciata una seconda bomba atomica sulla citta' di Nagasaki.
Il Giappone decide di arrendersi malgrado forti opposizioni dell'esercito e della marina imperiale che desiderava affrontare gli alleati in un'ultima battaglia facente parte di un'operazione chiamata "Ketsu-go" che comprendeva l'uso delle ultime risorse giapponesi per infliggere il maggior danno possibile agli alleati pronti allo sbarco. Si sperava che il danno inflitto agli alleati portasse questi ultimi a ripensare la questione della resa incondizionata. Perdite umane e materiali alte negli alleati potrebbero causare la voglia di combattere e innescare nuove prospettive di una pace piu' favorevole al Giappone in generale e al sistema imperiale in particolare.
Il test nucleare del Giappone ebbe luogo il 11 agosto (altre fonti affermano il 12 agosto) 1945 a Konan, in Corea. (Konan era il nome giapponese del luogo chiamato Hungnam dai coreani. Era il luogo dove era situato il maggior complesso industriale sotto il controllo nipponico.)
Un lancio partì dal bacino di Konan, fu guidato nel mare del Giappone per entrare nel porto di una piccolissima isola.
Per diversi giorni relitti di imbarcazioni e altre vecchie navi furono portate sull'isola che era talmente piccola da non risultare su molte mappe. I pochi abitanti furono evaquati.
Venti miglia dall'isola gli osservatori aspettavano e pregavano che gli assidui sforzi avrebbero prodotto il risultato che tanto speravano: una forza di distruzione enorme da poter usare nell'autunno sulle forze alleate in procinto di un'invasione.
Il risultato fu sorprendente: sotto la nube radioattiva le imbarcazioni erano affondate o bruciavano mentre della vegetazione sulle colline ne rimaneva solo le ceneri. Un fungo atomico che probabilmente era molto simile a quello di Hiroshima e Nagasaki.
Gli scienziati giapponesi, capita la forza distruttiva dell'arma, immediatamente spedirono un messaggio a cio' che rimaneva dei loro uffici in patria: i laboratori Rikken vicino Tokyo.
Le loro congratulazioni per il successo furono inutili. Ormai era tardi e gli scienziati a Konan erano tra gli ultimi a sapere della decisione presa dall'imperatore di arrendersi evitando ulteriore morte e devastazione. Le negoziazioni per la resa erano ancora in corso ma ormai era cosa fatta.
Una volta a conoscenza dell'imminente resa, gli scienziati si diedero da fare per distruggere tutti i loro documenti nonche' tutto l'equipaggiamento e strumentalizzazioni possibili (incluse altre bombe atomiche quasi completate) perche' i russi ormai avanzavano verso il complesso di Konan dalle montagne nel nord della Corea.
Tutta l'apparecchiatura non distrutta finì in Russia assieme agli scienziati che furono torturati, interrogati e cancellati dalle pagine della storia.

Qual'e' la fonte di queste informazioni? Un ufficiale giapponese addetto alla sicurezza del laboratorio di ricerca a Konan fu intervistato poco dopo la fine della guerra da un americano di nome David Snell, un agente del 24-esimo distaccamento sulle investigazioni criminali in Corea. Scrisse della sua interrogazione e nell'estate del 1946 fu pubblicata nella "Atlanta Constitution". Snell pare essere riconosciuto come un ottimo reporter.
La cooperazione sovietica non e' stata d'aiuto per Snell e l'abbattimento di un bomber americano B-29 sopra Konan il 29 settembre del 1945 significava indubbiamente che i sovietici si erano appropriati del complesso industriale nucleare di Konan.
Siccome i russi hanno chiuso le porte del complesso industriale di Konan, nessun altro ha potuto verificare o approfondire la storia di Snell. La maggiorparte dei documenti in Giappone sono andati in fiamme durante i raid dei B-29 (o distrutti dai giapponesi prima dell'arrivo delle forze di occupazione).
Nonostante non era un grande segreto, il progetto nucleare veniva raramente menzionato dai giapponesi. La veridicita' del progetto, si credeva, potrebbe negare al Giappone la leadership nelle cause anti-nucleari grazie all'unicita' di unica vittima nucleare. Il tribunale militare di Tokyo, a sua volta, preferiva non toccare questo progetto nucleare giapponese per evitare una difesa giapponese improntata sull'illegalita' dell'uso di armi di distruzione di massa ricordando Hiroshima e Nagasaki. Il progetto nucleare giapponese fu quindi inserito in un contesto piu' ampio, cioe' all'interno di cio' che veniva considerato "guerra d'aggressione".
Il 23 novembre 1945, truppe americane trovano, dopo aver cercato nei laboratori semidistrutti, 5 costosissimi ciclotroni (apparecchiature indispensabili per la produzione di armi nucleari) nel mare vicino a Yokohama. Inutile dire che nessun organo militare, di ricerca, civile etc... prese responsabilita' a riguardo dei ciclotroni o ammise di averli mai ordinati.
Scienziati giapponesi hanno studiato sulle possibilita' dell'energia nucleare sin dagli anni '20 ma i tentativi per la produzione di bombe atomiche incominciarono solo dopo la formazione di un comitato di 11 dei piu' promettenti scienziati. Lavoravano nella segretezza piu' assoluta ma si sa che la prima riunione ebbe luogo il 17 dicembre del 1941. I problemi naquero praticamente subito. Tra questi trovare la fonte per l'uranio e decidere dove cercare (e accettare) fondi: dall'esercito o dalla marina.
La marina aveva gia' iniziato i propri programmi di ricerca su armi atomiche con tre degli 11 scienziati del comitato. Quasi 4 anni dopo, la bomba fatta esplodere in Corea nell'agosto del '45 era stata prodotta con fondi della marina imperiale.
I giapponesi ormai sapevano che gli americani vorranno invadere il Giappone in due luoghi: Kyushu nel novembre del '45 e nei pressi di Tokyo nella primavera successiva. Operazione "Downfall" era il nome in codice per definire i due sbarchi alleati. "Olympic" si riferiva allo sbarco nel Kyushu mentre "Coronet" era il nome dell'operazione di sbarco nei pressi di Tokyo.
Olympic sara' maggiore di quello in Normandia: 40% degli americani in uniforme vorra' prendervi parte.
Il generale MacArthur avrebbe a disposizione un milione e mezzo di soldati (altri 3 milioni in caso di bisogno), 11.000 aerei, 100 portaaerei e altre 200 navi da guerra alleate.
Sganciare bombe atomiche su una simile massa d'acciaio e "carne" sarebbe come sparare a dei pesci in un barilotto.
Era questa molto probabile concentrazione militare americana nelle acque nipponiche che potrebbe aver spinto la marina giapponese ad accellerare la produzione del maggior numero possibile di bombe atomiche simili a quella fatta esplodere in Corea.
Rallentamenti nella ricerca e produzione furono causati dai bombardamenti dei B-29 sul territorio nipponico. Questi raid hanno forzato la rimozione dei laboratori e apparecchiature da diverse localita' sparse in Giappone per essere spostate a Konan che era piu' segreta ma anche piu' lontana. Tre mesi fu il tempo perso per la rimozione e ricorstruzione in Corea dei laboratori.
Armi atomiche sarebbero uscite dai laboratori in quantita' a partire dal novembre '45. In poche ore potevano essere installate su qualunque dei migliaia di aerei kamikaze nascosti nelle basi del Kyushu e prendere il volo verso la flotta alleata.
Certo, l'imperatore ormai aveva deciso la resa ma diversi alti ufficiali erano contrari a deporre le armi.
Quali sarebbero state le conseguenze se i giapponesi avrebbero avuto la possibilita' di usare le proprie armi nucleari?
L'ex ambasciatore americano in Giappone Edwin O. Reischauer (si, quello che ha scritto il libro di storia del Giappone) ha affermato su una rivista "ho sempre pensato che i giapponesi vorranno fare qualsiasi cosa riescano a fare per produrre la bomba atomica durante la guerra, e se ci sarebbero riusciti, l'avrebbero certamente usata".

Possederle con l'intenzione di usarle il prima possibile qualificano i giapponesi nel dividere le recriminazioni che solo gli Stati Uniti devono subire.

Tratto in parte e adattato da "Strange but true - Stories from Japan di Jack Seward
Atre fonti: Judgent at Tokyo - Tim Maga
Pacific Stars and Stripes - 4 ottobre 1946


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Quello che colpisce maggiormente in questa storia e' che sembra stare in piedi!
Il ministro alla guerra Anami dichiarava il 9 agosto alla riunione di gabinetto:"che noi riusciamo ad infliggere gravi perdite al nemico quando ci invade e' certo e non e' impossibile capovolgere la situazione attuale e passare quindi da una sconfitta ad una vittoria..."
Che si riferisse non solo alle truppe suicide posizionate nel Kyushu? E poi continua con "Sono abbastanza sicuro di riuscire a infliggere grandi perdite nelle file nemiche e se anche non riusciamo nel tentativo, i nostri "100 milioni di persone sono pronte a morire in onore, glorificando gli atti della razza giapponese..."
Certo, non ci volevano bombe atomiche per infliggere grandi perdite al nemico ma il discorso di Anami, che poi si suicido' pochi giorni dopo, comincia ad aver piu' senso.
Si voleva ad ogni costo un'ultima battaglia, un'ultima decisiva battaglia.
Il generale e membro dei "sei grandi " Umezu Yoshijiro affermava alla stessa riunione di gabinetto: "Abbiamo conservato le forze per missioni future e contiamo di contrattaccare in tempo". Anche una frase come questa puo' prendere un significato diverso se il generale sapeva qualcosa delle eventuali armi nucleari giapponesi.
Il primo ministro Suzuki Kentaro reagi alle bombe atomiche americane dicendo: "Il concilio supremo della guerra... stava facendo ogni possibile preparativo per contrastare uno sbarco (americano). Loro procedevano con tale piano fino allo sgancio delle bombe atomiche, dopodiche' hanno ritenuto che gli Stati Uniti non vorranno piu' tentare uno sbarco se hanno un'arma cosi superiore - che gli Stati Uniti non hanno piu' bisogno di sbarcare se hanno un'arma simile; a questo punto hanno deciso che la miglior cosa era di chiedere la pace".
Infatti, se uno sbarco non avverra', la bomba atomica giapponese non potra' essere usata. Si doveva sperare in uno sbarco alleato. Prendere tempo con difese impossibili e costi umani enormi a Iwo-jima e Okinawa con la speranza di finire in tempo. Con questa speranza andata in fumo, e solo con lo sgancio atomico su Hiroshima e Nagasaki, si credeva neccessario chiedere la pace! Se questa bomba atomica giapponese esisteva veramente, come sostenuto da Snell, i pezzi del puzzle stanno per incastrarsi in modo ben diverso... e non puo' e non deve essere dimenticato!
Una frase dello stesso Hirohito mi viene in mente ed e' quella che si riferiva ai bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki: "Il nemico ha usato per la prima volta bombe crudeli per uccidere e mutilare un numero estremamente largo di innocenti e i morti sono innumerevoli. Continuare la guerra potrebbe portare non solo allo sterminio della nostra razza ma anche alla distruzione della civilizzazione umana".
Credo leggittimo chiedersi sul perche' l'imperatore Hirohito uso' "distruzione della civilizzazione umana". A cosa si riferiva? Alleati e giapponesi che usano armi nucleari uno contro l'altro?

Certo, e' difficile (anzi, impossibile) essere sicuri o meno sull'esistenza di armi nucleari giapponesi ma di certo non si puo' escludere..

Note: il ritrovamento dei 5 ciclotroni nel mare vicino a Yokohama e' documentato in un articolo di Parrott Lindsay sul New York Times del 24 novembre 1945 dal titolo "Five Cyclotrons Wrecked in Japan".

Un articolo interessante su questo tema si trova su:
http://vikingphoenix.com/public/JapanIncorporated/1895-1945/jp-abomb.htm

Su questa pagina invece c'e' un'altra testimonianza di questo test nucleare con una foto di uno dei cinque ciclotroni ripescati a Yokohama:
http://www.thepeoplenews.com/August03/page20.html

Se il tutto dovesse corrispondere a realta', credo che molti dovrebbero rivedere le proprie idee sulla decisione di Truman.

 


 

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