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giappone nihon nippon jappone japanPensieri Yamato - la voce ai giapponesi

Il giornalista Shingoro Takaishi svela i suoi pensieri in un libro del 1938

Japan Speaks Out
by Shingoro Takaishi
Editor-in-Chief of The Tokyo Nichi-Nichi
& The Osaka Mainichi
The Hokuseido Press
1938
japan speaks out

di Robert Demetz - dicembre 2006

Japan Speaks Out
è il titolo di un libro pubblicato nel 1938 dal giornalista Shingoro Takaishi.
L'autore è capo-editore del "The Tokyo Nichi-Nichi" e del "The Osaka Mainichi".
Questo libro e' il risultato di un viaggio compiuto dall'autore negli Stati Uniti per cercare di far conoscere e capire il punto di vista giapponese per quanto riguardava la situazione di quel periodo, ovvero la guerra contro la Cina. Il Giappone era preoccupato dal fatto che gli Stati Uniti cominciavano a diventare sempre più diffidenti nei suoi confronti. Questo doveva essere un tentativo per cercare di convincere gli americani sulla giusta causa nipponica. Un gioco di parole fondate su presunte incomprensioni, negazione dell'evidenza e rassicurazioni sul prossimo futuro; queste le armi usate per tale scopo.
L'autore arriva a San Francisco, dopo essere passato per Honolulu, il 26 ottobre 1937 e girerà gli Stati Uniti tenendo conferenze stampa e partecipando ad eventi. La missione durerà 5 mesi, 5 mesi in cui i buoni propositi nipponici verranno messi a dura prova e le giustificazioni alquanto incredibili in quanto proprio durante la permanenza in America, in Cina avvenivano spiacevoli episodi quali la caduta di Shangai, la presa di Nanchino, l'affondamento della nave americana Panay.

"Questo piccolo volume parla della Cina e del Giappone - e in particolare dell'attuale conflitto sino-giapponese. Io sono giapponese. Credo nella franchezza. Ho cercato di riportare il punto di vista giapponese sul conflitto attualmente in corso".
Con queste parole inizia il libro che quì brevemente cerco di trattare. Cercherò di commentare solo lo stretto neccessario lasciando a voi lettori lo spazio neccessario per trarre conclusioni o spunti di riflessione liberi da qualsiasi condizionamento.
Come già accennato, il compito del signor Takaishi era di esporre agli americani i buoni propositi e il punto di vista giapponese sulla situazione in Cina. Un compito difficile che si rese maggiormente difficile con avvenimenti spiacevoli che si susseguivano proprio durante la sua missione americana.

Questo libro, scritto in inglese, elenca alcuni discorsi e alcune comunicazioni tra l'autore e giornalisti, studenti e durante ricevimenti in varie città americane. Nelle prime pagine Takaishi si presenta ai giornalisti americani chiedendo loro ospitalità e di ascoltare con mente aperta ciò che avrà da dire. Cercherò, nel limite delle mie capacità, di riportare le parti tradotte nel modo più preciso possibile.


Shingoro Takaishi
     Shingoro Takaishi
"... finche' non riusciremo a capire perchè gli altri non ci capiscono non riusciremo a farci capire "

"Il Giappone stà affrontando criticismo e condanna da persone di molti Paesi. Il Giappone sta' usando le forze armate ed è quindi accusata di essere l'aggressore. Devo però rendere presente che anche la Cina stà usando le forze armate. [...] solo il Giappone viene biasimato e quasi tutte le dita accusatorie sono puntate verso il Giappone".
Il signor Takaishi pare meravigliato della cosa ma "le dita che puntano sul Giappone" hanno visto il Giappone in azioni bellicose nei confronti della Cina sin dal 1931, anno in cui il Giappone invase la Manchuria. Inoltre, e non bisogna sottovalutarlo, stiamo parlando, si di due forze armate ma è altresì vero che il "campo di battaglia" è in Cina. Cinesi che cercano di difendersi sul proprio suolo. Il Giappone usa la forza militare in missioni all'estero.
"E' vero che truppe giapponesi stanno avanzando su suolo cinese e ciò causa in molti di vedere il Giappone come invasore. [...] Uno studio deve essere fatto sulle cause delle ostilità e scopi che motivano il conflitto...". Per Takaishi il Giappone ha dovuto mandare rinforzi militari per difendere la guarnigione giapponese in Cina. Alcuni soldati giapponesi erano stati uccisi da militari cinesi quindi il rinforzo militare è una misura di autodifesa. Gli interessi nipponici in Cina sono in pericolo, il prestigio del Giappone rischia di diminuire, la Cina stà continuamente provocando il Giappone. "Il precedente chiarimento dovrebbe chiarire che nonostante le nostre truppe stiano combattendo su suolo cinese, queste non hanno invaso la Cina". Takaishi continua nel far notare che anche altri Paesi stazionano militari e armi in Cina. Marines a Shangai senza alcun trattato che lo preveda ma semplicemente per rassicurare i propri interessi. Si può quindi sostenere che il dispiegamento di ulteriori forze in Cina da parte del Giappone non è una violzione all'integrità territoriale cinese ma per auto-protezione. Paragone viene fatto con l'Inghilterra che nel 1927 mosse 15.000 soldati a Shangai a causa delle insurrezioni anti-inglesi.
Il quarto capitolo (Trick Pictures) riporta una trasmissione alla radio di Honolulu il 17 ottobre 1937.
"Hello friends" - Takaishi fa riferimento ad alcune fotografie che ritraggono soldati giapponesi commettere atrocità. Dichiara il suo orgoglio e confidenza per il soldato nipponico e che quest'ultimo non vorrà mai comportarsi male sui campi di battaglia. "Chiunque li accusa di commettere atrocità è colpevole di insulto al nostro spirito del Bushido. [...] Voi tutti sapete che con il miglioramento dell'arte fotografica è possibile produrre quasi ogni tipo di scena altrimenti improbabile. Voi tutti sapete come foto possono essere ingannevoli. [...] Ne ho fatto una regola personale non credere sulla vericità di qualsiasi foto o pellicola che ritragga atrocità inpensabili e invito tutti voi a fare lo stesso. Ve lo dico con franchezza, i giapponesi sono veramente scarsi nell'arte della propaganda." Takaishi esprime poi rammarico per il fatto che il governo giapponese non dia sufficente spazio al giornalismo, si lamenta del fatto che il governo non passi neanche notizie che possano portare benificio all'immagine giapponese a corrispondenti esteri. Da questo conclude che propaganda è completamente al di fuori delle loro menti.
"Da quando sono arrivato nella vostra città ho incontrato molti editori. Ognuno di loro si lamenta per la scarsità di informazioni da Tokyo comparandole con quelle che arrivano da Shangai e Nanchino. Essendo questo il caso, sò quanto sia difficile per coloro che sono imparziali, come la maggioranza di voi,ad arrivare ad un giudizio fondato; proprio dal fatto che le informazioni su cui dovete basare i vostri giudizi sono forniti in modo ineguale e a favore della Cina." Il capitolo si conclude nel menzionare i sentimenti anti-giapponesi in Cina, su come questi vengono coltivati nelle scuole e su come tali sentimenti facciano parte della politica governativa cinese in generale.

Il quinto capitolo "What Would Have America done?" (Cosa avrebbe fatto l'America?) riporta il discorso fatto al Pan-Pacific Union Luncheon a Honolulu il 18 ottobre 1937.
"Ladies and Gentleman" - Takaishi è consapevole che tra gli ascoltatori c'è chi vede l'attitudine del Giappone verso la Cina con apprensione ma sottolinea ancora una volta che il Giappone giustifica le ostilità in quanto "rientrano puramente nell'auto-difesa". Ancora consapevole che ciò possa sembrare la stessa scusa usata dal Giappone per giustificare l'incidente in Manchuria del 1931, Takaishi ammette che il fatto di un Giappone che combatta per auto-difesa sul suolo cinese possa rendere scettici anche gli osservatori più imparziali. "Considero il mio primo dovere rendere chiaro che le contenzioni giapponesi riguardante il diritto di auto-difesa non è una semplice scusa".
L'autore poi comincia nel presentare un'ipotetica analogia in cui gli Stati Uniti e la Cina sono separati solamente da una stretta fetta di mare. Si suppone della presenza di migliaia di americani in Cina impegnati in diverse attivita', si suppone che gli Stati Uniti abbiano vasti interessi in Cina, valore per centinaia di milioni di dollari in investimenti e attività commerciali... e la vita di decine di migliaia di americani in pericolo. "Non  considerebbe l'America completamente nel proprio diritto di auto-difesa lo spiegamento di truppe in Cina? [...] Se il Giappone troppo  spesso agisce in auto-difesa non e' colpa del Giappone."
Takaishi poi parla di una Cina ancora non "normale", una Cina che deve fare ancora tante cose prima che gli altri Paesi possa darle completo rispetto e confidenza. Una Cina, inoltre, che mette in pericolo le vite dei residenti esteri.
I capitoli che seguono riportano bene o male gli stessi discorsi. Le azioni giapponesi vengono giustificate in quanto non vi era altra scelta. La Manchuria viene presentata come un territorio che mai ha fatto parte della Cina e grazie al Giappone se la Manchuria non e' finita completamente nelle mani della Russia. Le aspirazioni del Giappone in questo conflitto sono la cessione dei sentimenti e attività anti-giapponesi in Cina.

 

 

 

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